Pensieri dal blog di un giornalino scolastico

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Quello dell’immigrazione straniera in Italia è un fenomeno consolidato. Basta guardarsi intorno per rendersene conto: per le strade e sugli autobus, nei negozi, a scuola e negli ospedali.

Nelle nostre aule tutto questo pone un problema pratico, che noi studenti e i nostri prof. dobbiamo affrontare tutti i giorni: quello dell’integrazione. Integrazione che non sempre è facile.

Come fare a stare attenti in classe quando si hanno quattro o cinque ragazzi che non parlano una parola di italiano? Se parlano italiano, come confrontarsi con i loro diversi modi di vestire e di atteggiarsi? Noi abbiamo pensato di chiederlo ai nostri lettori. Perciò, la parola a voi! Diteci la vostra!

Una classe turbolenta.

10 commenti:

cara-mella ha detto…
La mia è una classe multiculturale, dove, volenti o nolenti, siamo stati costretti ad arrenderci all’evidenza della diversità tra noi e i nostri compagni e compagne provenienti da Paesi/culture diversi e ad accettare la nostra diversità e accettarci a vicenda. Penso che ignorando il problema, o, ancora peggio, ostinandosi nelle proprie posizioni di intolleranza, le cose possano solo peggiorare, portando a un punto di non ritorno che può solo condurre a uno scontro culturale e il risultato di un tale scontro non è detto che sarà positivo, per noi e per loro. Io sono per la tolleranza e l’apertura verso le altre culture.
29 dicembre 2009, ore 11.00

kuKluXeno ha detto…
Io quelli non li posso neanche vedere all’uscio. Per me andrebbero rinchiusi tutti in campi o ghetti apposta per loro e gettate le chiavi e poi appiccato il fuoco e lasciati bruciare! Io sono per la purezza della razza bianca. Di negri puzzolenti non ne voglio neanche sentir parlare. Tolleranza? Puah! Anche solo il suono della parola mi fa venire da vomitare. Non me ne frega niente se vengono ad invadere il nostro Paese perché dove vivono ci sono solo fame, miseria, malattie e guerre, che se ne stiano dalle loro parti e si facciano ammazzare. L’unico negro buono è un negro morto!

29 dicembre 2009, ore 11.05

PrettyCherry ha detto…
I cretini come te, kuKluXeno, andrebbero bannati, e spero proprio che l’admin di questo blog lo faccia e faccia in modo che tu non possa più accedere per il resto della tua vita! Ci si chiede come sia possibile che, in tempi come questi, in cui il fenomeno del multiculturalismo è diffuso a livello mondiale, esistano ancora degli idioti come te, che ammirano il Ku Klux Klan18 e professano il culto della purezza della razza bianca! Sveglia! In un mondo come il nostro, all’insegna della mescolanza delle razze e delle culture, l’unica via possibile è quella della tolleranza e dell’integrazione. Da intolleranza e chiusura può solo risultare lo scontro tra razze e culture diverse. Non so cosa ne pensino gli altri utenti di questo blog, ma io non sono ansiosa di provare il brivido della guerra.

29 dicembre 2009, ore 11.10

stellinachebrillalamattina ha detto…
Brava! Ben detto, PrettyCherry! Sono totalmente d’accordo con te e con chiaramela. Tolleranza è la parola d’ordine per orientarsi in questo mondo globalizzato e multiculturale, in cui razze e culture diverse non possono fare a meno di incontrarsi e fondersi tra loro. L’unica alternativa, come suggerisce PrettyCherry, è quella dello scontro, ma nemmeno a me piacerebbe ritrovarmi in guerra. E’ un’esperienza della quale faccio volentieri a meno.

29 dicembre 2009, ore 11.15

marco_incerti ha detto…
A me però gli immigrati un po’ fanno paura. Anch’io sono d’accordo, sul fatto che la tolleranza e l’integrazione siano la strada giusta da percorrere, soprattutto nelle scuole, ma la paura del diverso è un istinto primordiale, difficile da ignorare del tutto e sicuramente ciò che è alla base dell’intolleranza e del razzismo. Secondo me è sulla riduzione ed eliminazione della paura del diverso che bisogna lavorare. Fare in modo che anche gli studenti stranieri vengano considerati dei semplici esseri umani, che è ciò che ci accomuna tutti, bianchi, gialli e neri, cattolici, buddisti e musulmani.

29 dicembre 2009, ore 11.20

rosaDoriente1988 ha detto…
Io sono nata in Italia da genitori marocchini di religione musulmana, ma non mi considero straniera, mi considero italiana. Io parlo perfettamente l’italiano e sono cresciuta qui. Eppure ho sempre fatto fatica ad integrarmi e ad essere accettata. Ma, nonostante le difficoltà, sono riuscita a trovare degli amici affettuosi tra i miei compagni e compagne italiane. Quindi penso che con un po’ di buona volontà, sia possibile superare le barriere culturali e ideologiche e diventare amici, ma lo sforzo deve provenire da entrambe le parti, non può essere unilaterale.

29 dicembre 2009, ore 11.25

nicola_rossi94 ha detto…
Quella dell’integrazione, secondo me, invece, è una pia illusione. Nella mia classe metà degli alunni sono stranieri e non si riesce nemmeno a fare lezione perché non parlano la nostra lingua come si deve! In più, se ne stanno sempre in gruppo tra di loro, parlano la loro lingua e ci guardano in cagnesco! Come dovremmo fare, noi, a diventare amici di quelli là se loro per primi non ne vogliono sapere di integrarsi? E’ bellissimo parlare di integrazione e tolleranza, ma prima di riempirsi la bocca di belle parole e irraggiungibili ideali, suggerirei a chiaramela, PrettyCherry, sofia.stella e marco_incerti di farsi un giro nella mia classe!

29 dicembre 2009, ore 11.30

gattachegraffia ha detto…
Boh, secondo me bisognerebbe sempre partire dal dato di realtà e sicuramente la realtà di ognuno di noi è diversa. Nella mia classe ad esempio andiamo d’accordo con le studentesse straniere. Però mi rendo conto che non sempre le cose vanno così lisce e che esistono tanti tipi di realtà diverse. Forse è inevitabile che la risposta non sia univoca. Secondo me ognuno dovrebbe cercare di trovare la risposta giusta per sé. Ma sicuramente è un atteggiamento negativo aspettare che siano gli altri a dirci cosa fare!

29 dicembre 2009, ore 11.35

IoSonoLaCura ha detto…
Bravo kuKluXeno! Sono totalmente d’accordo con te! Io, i negri, non li posso vedere! Che quei cani cenciosi e puzzolenti se ne restino a casa loro, invece di venire a infestare i nostri bei lidi con la loro puzza pestilenziale! A morte! A morte!! A morte!!!

29 dicembre 2009, ore 11.40

marinella ha detto…
Che tristezza che ci siano degli idioti come kuKluXeno e IoSonoLaCura in giro per la Rete! Io sono d’accordo sia con le posizioni di chiaramela e PrettyCherry, sia con quella di marco_rossi94. La strada per l’integrazione è difficile e non sempre praticabile, ma personalmente mi auguro che continuando a provare, rinunciando ai reciproci pregiudizi e sforzandosi di comprendersi l’un l’altro, un giorno le cose potranno migliorare. Spero che questo atteggiamento porti a dei veri risultati in materia d’integrazione. E penso che il vero banco di prova sia la scuola, che ha l’incarico di forgiare gli adulti di domani. 

29 dicembre 2009, ore 12.00
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