On my shelf - le mie letture -

On my shelf | Chocolat – Trilogia

In questa puntata di On my shelf vi parlo della trilogia di Chocolat.

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Con questo post inauguro una nuova rubrica del blog: On my shelf, dedicata alle recensioni di libri che mi sono piaciuti.
Ho già menzionato di essermi iscritta al 2013 Women Challenge! di Peek-a-booK! Ecco, questa è la prima opera che ho letto per la Challenge.
Per qualche motivo adesso questa edizione ebook, che comprende Chocolat, Le scarpe rosse e Il giardino delle pesche e delle rose, non si trova più sugli store, ritirata dal proprietario; mah?
Però non è sparita dal mio Kobo e spero che non lo faccia, ma mi sa che manderò a prendere i cartacei. Almeno quelli non spariscono con un clic!

Chocolat

cover chocolatVianne Rocher arriva al tranquillo villaggio di Lansquenet accompagnata dalla figlia Anouk: in breve tempo, apre un negozio di dolciumi, La celeste praline che ben presto attira le attenzioni degli abitanti del paesino. I clienti che lo frequentano sono i più disparati e per ognuno Vianne sa trovare il dolce preferito. L’apertura del negozio attira su Vianne le antipatie del sacerdote che fa di tutto per importunarla nella gestione del suo negozio.

Commento

Il libro che forse mi è piaciuto di più. Le atmosfere sono più dolci, meno cupe.
La storia è raccontata, in stile diaristico e al tempo presente, dalle due voci che si alternano, quella di Vianne e quella del curé Reynaud, il prete di Lansquenet, con un insopportabile complesso di superiorità.
La penna di Joanne Harris è molto felice e riesce, senza appesantire la narrazione, ad evocare questo paesino del Midi con le sue atmosfere, i suoi colori, i suoi abitanti, in modo vivido e realistico.
Chocolat è anche un romanzo che parla di sensazioni come l’aroma, il sapore e la consistenza cremosa del cioccolato; e di sentimenti, della vita interiore dei personaggi e di come un piccolo gesto di gentilezza possa rivelarsi una potente medicina.
Leggendo mi sono emozionata, commossa, arrabbiata insieme ai personaggi e mi è venuta tanta voglia di assaggiare la cioccolata calda speciale di Vianne.

Le scarpe rosse

cover scarpe rosseQuattro anni dopo gli eventi di Chocolat, Vianne ha abbandonato Lansquenet con Anouk. Ora ha una seconda figlia, Rosette, e ha trovato rifugio a Montmartre, a Parigi. Ha aperto una nuova cioccolateria, ha abbandonato i tarocchi, gli incantesimi, la magia, il suo stesso nome. Qui conosce Zozie de L’Alba, la ragazza con le scarpe rosse, che conquista la fiducia di Anouk e che cela un piano malvagio.

Commento

Di questo romanzo ho apprezzato soprattutto il modo in cui si alternano le tre voci di Vianne, Anouk e Zozie. Quella di Anouk è quella che ho trovato più interessante. Come Chocolat, è raccontato in stile diaristico e in prima persona dalle tre protagoniste, che si alternano nel raccontare la vicenda.
Le atmosfere qui sono molto più cupe.
È il romanzo che dei tre mi è piaciuto un po’ di meno. Ho provato un’antipatia istantanea per Zozie e il modo in cui Vianne rinnega se stessa e si nasconde dietro una facciata da anonima parigina mi ha irritata profondamente.
Anouk però apporta grande freschezza alla narrazione e Rosette è tenerissima; mi ci sono subito affezionata.

Il giardino delle pesche e delle rose

cover giardino delle pescheQuando riceve una lettera inaspettata e misteriosa, Vianne capisce che deve tornare a Lansquenet. Qui, a rivaleggiare con il campanile, si leva ora un minareto. La convivenza con la comunità musulmana è molto tesa e il curato Francis Reynaud capisce che solo Vianne può aiutarlo a ritrovare la pace del villaggio. Vianne sa come arrivare al cuore delle persone.

Commento

Questo romanzo mi è piaciuto tantissimo, alla pari con Chocolat.
L’autrice decide di trattare un tema delicato e scottante, quello dell’integrazione tra culture e religioni diverse e ci riesce dando prova di una penna davvero felice, senza mai scadere nel banale e nell’ovvio.
Tornano le due voci che s’alternano, quella di Vianne e quella di Reynaud e viene aggiunta una sfumatura thriller che aggiunge ritmo e spessore alla narrazione.
Anche qui sapori, colori, odori giocano un ruolo fondamentale nell’evocare la Lansquenet del XXI secolo, nella quale al profumo del pane appena sfornato (e del cioccolato di Vianne) si alternano gli aromi di spezie della cucina del Levante.

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