Mass Effect 3

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Ho pubblicato questa recensione anche su Il futuro è tornato.
La recensione si riferisce alla versione PlayStation3 del gioco, la piattaforma su cui gioco.
ME3 ha anche una modalità multiplayer, che io tuttavia non ho esplorato, per cui non ne parlerò. Non parlerò nemmeno dei contenuti scaricabili, in quanto, ancora, non ne ho scaricati.
Non ho intenzione di provare la modalità multiplayer.
Ho invece in programma di scaricare i DLC (dopo Natale, quando avrò rimpinguato il mio portafogli). È quindi probabile che aggiornerò la recensione con il commento a questi ultimi.

Storia
In ME3 Shepard è tornato nell’Alleanza. Il gioco ha inizio catapultando il giocatore nel mezzo dell’azione, con l’arrivo dei Razziatori sulla Terra e la rocambolesca fuga di Shepard a bordo della Normandy. La sua missione: parlare con il Consiglio della Cittadella e ottenere la collaborazione di tutte le razze della Galassia per sconfiggere i Razziatori.

Gameplay
Chi avesse giocato a ME2 può importare il suo personaggio e mantenere il livello acquisito.
Si può scegliere uno Shepard uomo o donna, ma nel caso di un personaggio importato da ME2 questa scelta è condizionata dalla decisione presa nel secondo episodio all’inizio del gioco.
L’importazione tiene inoltre conto delle scelte compiute nel precedente episodio, che andranno a influenzare i rapporti di Shepard con alcuni personaggi di ritorno da ME2 e in parte anche lo svolgimento della trama.

Dalle scelte operate dal giocatore in alcuni punti chiave della vicenda, dipenderà anche lo sviluppo della storia, nel corso della quale sarà spesso chiamato a compiere scelte difficili, come salvare la razza Krogan dalla genophage, perdendo (temporaneamente) il supporto dei Salarians, o regalare ai Geth l’indipendenza, pena l’annientamento dei Quarians.
Per quanto riguarda lo sviluppo dei personaggi giocabili, ME3 presenta un’interfaccia semplificata rispetto a ME2 e un più flessibile sistema di assegnazione degli skill points, per cui al giocare è data la scelta di potenziare certi aspetti di una skill piuttosto che altri, con una sorta di ‘percorso ad albero’, mostrata visivamente da una skill-line navigabile.

Come in ME2, è data al giocatore anche la possibilità di eseguire un auto- level up, affidando al computer la decisione di come distribuire gli skill points.
Il sistema di combattimento è lo stesso di ME2, con Shepard come leader e unico personaggio controllabile dal giocatore. Accedendo al menù di pausa si possono impostare le azioni dei compagni di squadra, eseguendo, ad esempio, un attacco combinato (per chi volesse giocare in modo più strategico).
Per gli amanti dell’azione, invece, si può anche scegliere di lasciar gestire i due alleati al computer e gettare Shep nella mischia in puro stile shooter. Per posizionare i compagni di squadra in modo strategico si utilizzano i tasti direzionali del controller.

Alcuni ritocchi rendono i movimenti di Shep più naturali. Questi consistono nel doppio tap del tasto X del controller per superare gli ostacoli e nella combinazione stick analogico sinistro+X per far muovere Shep da una copertura all’altra senza intercettare il fuoco nemico, fonte d’ingenti danni in ME2.
Migliorato anche il combattimento corpo a corpo: tenendo premuto il tasto cerchio Shep emette un’onda devastante di potere biotico, facendo a pezzi qualsiasi orrore si presenti sul suo cammino (molto utile con gli Husks, che si muovono velocemente, in gruppo e non lasciano il tempo di prendere la mira).
Una novità rispetto a ME2 è il sistema di personalizzazione delle armi, che si presenta poco intuitivo a un primo impatto, ma, una volta afferrati i concetti essenziali, permette di creare combinazioni interessanti.

Dal numero e dal peso delle armi equipaggiate dipende inoltre la velocità di ripristino dei poteri biotici di Shep. Se si fosse scelto un ruolo di Adepto per Shep, ad esempio, si dovrebbe puntare a una configurazione leggera, in quanto dalla velocità di ricarica dei poteri dipende anche il potenziale di combattimento di Shep stesso.

L’esplorazione avviene sempre tramite la mappa galattica, mentre i luoghi in cui si svolgono le varie missioni rimangono accessibili solo per il tempo della missione stessa. Unico luogo sempre accessibile è la Cittadella.
Poiché in questo episodio buona parte della Galassia è caduta preda dei Razziatori, l’esplorazione non è altrettanto piacevole e rilassata, come invece accadeva in ME2. Passare pianeti e stelle allo scanner mette infatti in allerta i nemici e bisogna sempre essere pronti a una ritirata strategica.

Sonoro e dialoghi
Dal momento che il doppiaggio italiano di ME2 non mi aveva soddisfatta, questa volta ho giocato direttamente in inglese. Tutti i dialoghi sono doppiati e il cast di inglese fa un lavoro egregio.
La colonna sonora che sottolinea bene le atmosfere cupe e guerresche del gioco.
Ottimi anche gli effetti sonori, molto curati, che aggiungono veridicità alle ambientazioni.

Grafica
ME3 presenta un netto miglioramento rispetto a ME2 in campo grafico.
I modelli 3D dei personaggi, cast principale e comprimari, sono animati in modo molto più naturale rispetto a ME2 e vi è un livello di ripetizione nei volti molto minore rispetto al precedente capitolo.
Ottima l’animazione delle espressioni facciali.
Anche a livello di ambientazioni ME3 presenta una grafica più pulita e meno disordinata, anche se il ritmo serrato del flusso di gioco lascia poco spazio per contemplare i panorami.

Conclusione
ME3 fa un buon lavoro nel portare a compimento la trilogia, anche se il finale non mi ha del tutto convinta.
Il gioco si fa apprezzare soprattutto per la libertà data al giocatore, in punti chiave della storia, di scegliere percorsi divergenti che modificano, in questo modo, lo svolgersi della trama, mentre per quanto riguarda il finale, mancano percorsi multipli e la scelta è obbligata.
Da un punto di vista tecnico ho invece apprezzato le modifiche apportate che rendono l’azione più fluida e migliorano sensibilmente la giocabilità del titolo rispetto a ME2.
Un grandissimo difetto che invece persiste dall’episodio precedente è quello dei tempi di caricamento. Biblici.


 Arriverete a odiare questo schermo, perché è ciò che del gioco avrete davanti agli occhi più spesso.

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