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Tron Legacy – Recensione

La recensione di Tron Legacy.

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2 commenti

Premessa

Io ho 28 anni (nel momento in cui scrivo questo post), quindi il primo Tron l’ho visto che avevo forse 5 o 6 anni, in VHS, nei primi anni ’90. Devo ammettere che mi ricordo poco del film originale, solo qualche sparuto elemento di trama e alcune impressioni che, all’epoca, mi avevano fatto pensare “Questo film è fantastico!”, beh, sì, insomma, per quanto una bimba di 6 anni possa fare un ragionamento su un film e ricavarne l’impressione che fosse fantastico.
Diciamo che questa è l’interpretazione matura di una 20 enne che cerca di spiegare una memoria di cui più che altro conserva l’impressione.
Il film, purtroppo, era a nolo e quindi, non avendo la videocassetta in casa da riguardare, dopo la restituzione, di questo film ho completamente perso traccia.
Per cui l’inizio di Legacy ha avuto su di me un effetto del tipo “Eeeeh? Kevin Flynn? Non andava a finire dentro un flipper…tipo per caso? Com’è che qui c’è un Kevin Flynn che possiede addirittura una compagnia di videogiochi???”
Superato lo spaesamento iniziale, ho deciso di non farmi troppe domande e di lasciarmi trasportare dalla storia e, ragazzi, è stata davvero una bellissima avventura!
Altra premessa: la fantascienza è il mio genere preferito e sono una lettrice affezionata di William Gibson e Bruce Sterling, i padri del cyberpunk.
Se non sapete che cos’è il cyberpunk (sacrilegio!!!) andate a cercare il termine su Wikipedia e, già che ci siete, guardate pure chi sono Gibson e Sterling.
Del filone cyberpunk non ce ne sono stati tantissimi di film, ma ne cito due nella speranza che ne abbiate almeno sentito parlare: Jhonny Mnemonic e Nirvana.
Ora, Tron Legacy eredita di più dal mondo dei videogiochi che non dal cyberpunk, però questo parallelo è comunque calzante, perché, in fondo, a trattare per primi il tema dell’essere umano sperduto/ingoiato/inglobato nella Rete sono stati proprio Gibson e Sterling.
Ma questo è solo uno degli aspetti della trama di Tron Legacy. Ce ne sono altri, che, come dicevo, lo avvicinano molto di più al mondo dei videogiochi, a partire dal fatto che il Tron originale era, in effetti, (un mondo dentro) un videogioco (un arcade, molto probabilmente). Okay, okay, dopo questa introduzione da pedantissima nerd, quale sono (anche se mi piace di più definirmi una geek), passiamo a parlare del film.

Storia

Tron Legacy si svolge vent’anni dopo il film del 1982 ed è il suo seguito.
Anno 2009 (anche se gli aggeggi della ENCOM hanno un’aria un tantino troppo futuristica che danno all’ambientazione un lieve sapore anacronistico), Sam Flynn, figlio di Kevin Flynn, si diverte a rubare i programmi della società di suo padre, la ENCOM e a distribuirli gratuitamente in rete, facendo passare per fessi quelli del consiglio d’amministrazione.
Dopo un flashback introduttivo, in cui vediamo Kevin lasciare il figlio dai nonni per non fare più ritorno, la scena si sposta sull’ultima rocambolesca impresa di Sam, la più recente di una lunga serie di bravate ai danni del consiglio d’amministrazione dell’azienda di papà, di cui peraltro è uno dei maggiori azionisti.
Ritornato alla sua tana, Sam riceve la visita di Alan Bradley, un collega di suo padre, ora membro del consiglio d’amministrazione, che gli riferisce di aver ricevuto un messaggio da Kevin su un vecchissimo cerca persone che porta sempre con sé.
Seppur scettico, Sam si reca alla vecchia sala giochi di suo padre, dove trova il laboratorio segreto di Kevin e…attiva, per sbaglio, una macchina costruita da suo padre, che lo trasporta fisicamente nella Rete. Da qui ha inizio l’avventura di Sam nel mondo di Tron. Ops! Flynn. No, CLU.
Oh, beh, guardatevi il film. Non ve ne pentirete. Promesso!

Osservazioni

Il vero punto di forza del film sono le ambientazioni e gli effetti speciali. Bisogna dirlo, senza il comparto artistico e quello fx, questo film avrebbe tribolato, quanto a incisività, se avesse dovuto basarsi solo sulla trama, che è abbastanza standard.
L’interpretazione degli attori è un altro punto a favore. Soprattutto Jeff Bridges fa un lavoro eccellente, nell’interpretare la versione anziana, quasi messianica, di se stesso e quella giovane del tirannico, ma tutto sommato ingenuo, CLU.
Perché ingenuo? Perché CLU è un programma, creato da Flynn, che non ha saputo evolversi oltre le istruzioni primarie del suo creatore e resta candidamente fedele alla sua missione: creare un mondo perfetto, ma proprio per questo cadendo nell’errore che tutti i tiranni convinti della sacralità della loro missione fanno e cioè creare un mondo perfetto distruggendo ciò che reputano imperfetto.

tron - clu

In questo caso, le ISO, forme di vita digitale dotate di (auto)coscienza, che sono state generate spontaneamente dagli algoritmi della Rete, ma che CLU reputa imperfette (in quanto dotate di pensiero autonomo).
Qui bisogna fare un appunto: la Rete non è qui il web o il cyberspazio gibsoniano, ma un mondo parallelo creato da Flynn e che si è evoluto indipendentemente dal web che noi conosciamo e che esiste nel mondo di Sam così come lo conosciamo.
Io ho la versione blu-ray e l’ho guardato sulla Playstation 3 collegata con un cavo HDMI a una televisione LED da 40″, che, okay, non è come se l’avessi visto al cinema, ma quasi.
Devo dire che il comparto visivo fa la sua figura, soprattutto il contrasto buio/luce | rosso/azzurro che permea tutto il film.
Il mondo di Tron è infatti un mondo immerso in una notte perenne, dove i colori dominanti sono il blu, il nero, l’acciaio, il bianco, in un potente gioco di contrasti. Inoltre, la luce dei buoni è azzurra, quella dei cattivi rossa, ma bisogna guardare il film per apprezzare appieno questi contrasti.

tron_city

La trama, come dicevo, è standard e fa un tantino fatica a decollare. Questo non vuol dire che di trama non ce ne sia per niente. Tutto sommato, quel minimo di storia c’è, anche se non abbastanza per soddisfare un palato raffinato come il mio (okay, lo ammetto, io sono patologica, mi piacciono gli intrecci cervellotici complicati nei film di fantascienza; un esempio? Inception – più complicato e cervellotico di così!)
Mettete dunque da parte queste osservazioni sconfortanti da nerd e, fidatevi, se vi dico che ne vale la pena, anche solo per vedere come i creatori hanno dato vita a un vero e proprio mondo parallelo, con le sue luci, i suoi colori…
Un approccio meno frettoloso a trama e personaggi ne avrebbe fatto un capolavoro, ma anche così com’è si merita un bel 8,5/10.
Se non avete visto questo film, vi consiglio di procurarvelo in versione blu-ray e di guardarlo in una televisione ad alta definizione.
…e voi, miei cari lettori? L’avete visto il film? Cosa ne pensate?

2 comments on “Tron Legacy – Recensione”

  1. Io l'ho visto al cinema e devo dire che concordo con la tua opinione. I due punti di forza sono l'aspetto visivo di questo mondo elettronico e le musiche, veramente sopra le righe. La storia di per sé non è male, ma dà l'impressione che ci voglia qualche rifinitura qua e là.
    Ah, ho trovato eccessivo l'inseguimento finale.

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  2. Secondo me hanno fatto l'errore di pensare “Sarà visto anche da un'audience di bambini, quindi non possiamo mettere giù una trama troppo complicata – si sa, i bambini di oggi non sono capaci di seguire una trama complicata (pensando a film come Kung-Fu Panda, Madagascar)”. E così si sono limitati ad abbozzare appena la storia.
    Hm. L'inseguimento finale per me fa troppo un ibrido tra Avatar e Star Wars.
    Potevano tenerlo un po' più corto e citare Star Wars e Avatar in modo meno evidente.

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