Cronache del Mondo – Episodio 8

Le parole di Eos le risuonavano ancora nella mente, ma aveva preso la sua decisione. Avrebbe spezzato i collegamenti.

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Isabella si rilassò nell’acqua calda della vasca, fragrante dell’aroma dei sali profumati.
Si trovavano in una base dell’Esercito nella città di Kyoto. Definire avventuroso il viaggio che avevano fatto per arrivarci era un eufemismo.
Dal villaggio dei Guardiani avevano viaggiato a dorso di mulo fino al villaggio più vicino, dove un funzionario dell’Esercito era riuscito ad arrangiare loro un passaggio in macchina fino a Katmandu. Da Katmandu, in treno, avevano raggiunto Nuova Delhi, dove avevano preso un volo commerciale per Hong Kong. Da Hong Kong, infine, su un volo militare, si erano trasferiti a Kyoto.
Non che Belle non avesse avuto occasione di lavarsi e cambiarsi durante il viaggio, ma rilassarsi in una vasca d’acqua calda era tutt’altra cosa. Un bel bagno caldo le ci voleva proprio!
Isabella uscì dalla vasca e si asciugò con una salvietta ruvida che profumava di sole e di bucato, indossò un leggero yukata e si trasferì in camera da letto. L’attendente che Yamato le aveva assegnato, una ragazza di nome Naoko, con il grado di tenente, le aveva procurato allo spaccio della base della biancheria pulita e alcuni cambi della uniforme militare casacca e pantaloni che portavano le soldatesse della base. Alberto aveva insistito perché facesse arrivare da una boutique occidentale in centro un guardaroba adatto, ma Isabella aveva detto che andava bene così. Si era anche fatta tagliare i capelli, nonostante le proteste di Alberto.
La Lacrima del Ghiaccio si trovava alle Svalbard. Bek aveva dovuto imparare a dominare la paura del volo: tornata a bordo della Nabucodonosor, era decollata per una base dell’Autarchia a Tomsk, quindi aveva fatto tappa a Volgograd, Tallin, Helsinki, Oslo, Trondheim e Hornsund. Ora si trovava su Barentsøya, l’isola che ospitava il Tempio del Ghiaccio.
Le parole di Eos le risuonavano ancora nella mente, ma aveva preso la sua decisione. Avrebbe spezzato i collegamenti.
L’accompagnava il pilota del caccia che l’aveva portata sull’isola. Michelle avrebbe cercato di fermarla? O si stava ancora leccando le ferite?
Bek in ogni caso non si sarebbe fatta cogliere impreparata. Era stata addestrata a combattere. Sapeva difendersi.
Non aveva alcun legame sentimentale con Michelle, quindi non si sarebbe fatta scrupoli. Se necessario, era pronta a uccidere.
Marciò fino alla porta, ricoperta di ricami di ghiaccio, del tempio. Si tolse lo spesso guanto da sci e poggiò il palmo sul metallo freddo. Il glifo pulsò e s’illuminò d’azzurro. Il portone scivolò silenziosamente di lato, rivelando l’anticamera del tempio.
Bek fece segno al pilota di restare di guardia all’ingresso e si diresse verso il naos.
La Lacrima del Fuoco era all’interno del monte Fuji. Alberto aveva insistito per ripartire subito alla volta di Gotemba.
Il viaggio in treno fu veloce e confortevole. Il sentiero per raggiungere il tempio una passeggiata in montagna.
Il colonnello Yamato, il comandante della base di Kyoto, aveva spiegato loro che il tempio era anche un luogo di culto, per cui i monaci shintoisti che vivevano alle pendici della montagna se ne prendevano grandissima cura. Non era possibile accedere al tempio, ma accanto all’entrata sorgeva un altare votivo, intitolato alla divinità che vegliava sulla montagna. Il culto era più antico della costruzione del tempio. Yamato aveva anche assegnato loro una scorta.
Alberto fece cenno a Naoko e Kira di restare di guardia all’esterno del tempio ed entrò insieme a Isabella.
Il ragazzo si fermò nell’anticamera e Isabella avanzò verso il naos.

Siamo quasi alla fine. Cosa vorreste leggere nel prossimo episodio?

  • Quello che preferisce l’autrice. (0%)
  • Scoprire qualcosa di più sul Professore. (60%)
  • Una bella battaglia tra le nostre beniamine e i cattivoni della situazione. (40%)

 

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