Cronache del Mondo – Episodio 9

“Non sei obbligata a farlo”

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Heaven’s Record, l’ultima e più grande opera dell’Umanità, costruita al termine dell’Universo per accogliere le civilizzazioni in fuga dalla morte dei loro Mondi, era un orbitale costruito intorno a una supernova in esplosione, congelata nel momento della deflagrazione. Ciò era possibile poiché nel cuore della stella era installato il PARADOX ENGINE, un generatore di paradosso che proiettava attorno ad essa una bolla di non-Tempo e non-Spazio, bloccando la supernova in eterno nel momento dell’esplosione, impedendo al destino dell’Universo di compiersi. Heaven’s Record era anche la dimora e la base operativa dei Signori del Tempo. Così venivano chiamati gli esseri umani dalle altre razze, poiché viaggiavano nel Tempo, manipolando a loro piacimento il Tempo e lo Spazio ed erano gli unici detentori della tecnologia.
Arianna sollevò lo sguardo sulla madre. Una donna minuta, figura asciutta, capelli corvini a caschetto, occhi nocciola. Era introversa, riservata e taciturna, ma al tempo stesso decisa, caparbia, combattiva, ribelle. Possedeva una grande intelligenza, era un genio del Calcolo Temporale. Era un tipo pratico e vestiva in modo pratico. Odiava i fronzoli.
Arianna non era mai andata molto d’accordo con la madre, ma ora, stavano per separarsi. Per sempre.
“Non sei obbligata a farlo” disse suo padre, guardando la moglie negli occhi. Lei scosse la testa.
Arianna e suo padre attraversarono l’hangar, salirono su una Sfera Temporale e si gettarono nel VORTEX.
La Sfera si materializzò all’interno di un magazzino di spezie nelle Docklands di Londra, anno 1851. Dopo essere passati dal guardaroba per indossare abiti adatti, Arianna e suo padre uscirono nel magazzino, che puzzava di cordame, polvere e pesce, cui si mescolava il profumo esotico delle spezie. L’entrata della navicella si sigillò dietro di loro e la Sfera si rimpicciolì fino a raggiungere le dimensioni di un ciondolo, che il padre infilò in una catenina d’argento e consegnò alla figlia.
“Questo portalo tu e mi raccomando, non separartene mai e non perderlo!”
Uscirono all’aria aperta nel clima uggioso di una brumosa mattina di marzo e si diressero alla stazione ferroviaria più vicina. La loro destinazione era il Brown’s Hotel di Mayfair, in attesa di trovare una sistemazione più stabile. Suo padre si presentò come il dottor Phileas Fogg, emerito professore di Harvard, esperto di scienze matematiche e naturali, in visita a Londra con la figlia, Sophia e interessato alla Macchina di Babbage, che sarebbe stata esposta al Crystal Palace durante l’Esposizione Universale.
“Professore, temo che siate giunti in città con due mesi di anticipo!” disse il concierge. “L’esposizione sarà a maggio.”
“Siamo venuti con due mesi di anticipo per acclimatarci e visitare Londra. Saprebbe consigliarci dove prendere casa?”
“I quartieri di Belgravia e Pimlico saranno sicuramente di vostro gradimento.”
L’indomani si sistemarono in una villetta al numero 49 di Belgrave Square, nell’elegante quartiere di Belgravia. Il padre di Arianna cominciò a costruire la figura di un professor Phileas Fogg eloquente, brillante e generoso. Per i londinesi del 1851 il personaggio di Phileas Fogg non era ancora stato creato ma al Signore del Tempo che impersonava Babbage non sarebbero sfuggite le discrepanze con il personaggio a cui s’ispirava: il Fogg di Verne era taciturno ed enigmatico.
“Professore?”
Il Professore si riscosse dai suoi pensieri.
“Sì?”
“Le Lacrime del Fuoco e del Ghiaccio sono state infrante.”
“Allora dobbiamo prepararci a ricevere Rebekkah. L’ultima Lacrima, dopotutto, si trova in questa città.”
“Mi preoccupa il fatto che non siano stati attaccati dagli Homunculi del Matematico.”
“Oh, probabilmente il mio vecchio amico sta pensando di vendicarsi direttamente su di me. Dopotutto, ho mandato all’aria i suoi piani, distruggendo la Macchina di Babbage.”
“Pensa che gli Homunculi si stiano dirigendo a Londra?”
“Dirigendo? La loro base è sempre stata qui. La domanda è: chi darà scacco al Re?”ì

Finale…

  • a sorpresa (50%)
  • aperto (25%)
  • tragico (25%)

Nota
Non ci sono altri modi di tradurre in italiano Time Lords se non Signori del Tempo. Consideratelo un omaggio a uno dei miei telefilm preferiti di tutti i tempi. Ovviamente mi riferisco a Dottor Who della BBC. E già che siamo in tema, il mio Dottore preferito è il Decimo di David Tennant.
Il capitolo contiene un altro omaggio, di gusto letterario, a uno degli autori che hanno accompagnato la mia adolescenza e al mio preferito tra i suoi libri: sto parlando di Jules Verne de Il giro del mondo in 80 giorni.
Questo è il penultimo capitolo della saga dell’Alchimista. Il decimo sarà quello finale.
Grazie a tutti quelli che hanno seguito questa serie di racconti qui e su THe iNCIPIT.

 

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