Kyoukai no Kanata

Kyoukai no Kanata reinterpreta il dramma di Romeo e Giulietta in un Giappone contemporaneo infestato da demoni.

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Una lettura leggera per la domenica, anche se l’anime che vi propongo, pur presentando alcuni momenti più leggeri, tipici della commedia scolastica, in realtà è drammatico.
Mi scuso in anticipo per la brevità del commento, ma l’anime consta di soli 12 episodi ed è brevissimo nella sua intensità. Quindi per rendergli giustizia non ho voluto allungare il brodo.
Mi è piaciuto tantissimo e, sotto, potete leggere le mie impressioni e alcune considerazioni personali.
Una piccola curiosità, prima di passare al post vero e proprio: l’anime ha dato luogo a un incredibile (e bellissimo) flusso di FanArt su Pinterest, WeHeartIt e Pixiv.

Kyokai no Kanata nasce come una serie di light novel (che probabilmente non leggeremo mai in Italia) ed è stato adattato in un anime di 12 episodi da Kyoto Animation, trasmesso in Giappone tra ottobre e dicembre 2013.

Storia
Akihito Kanbara è uno studente di seconda liceo. Un giorno vede una ragazza bionda con gli occhiali, in piedi sul tetto della scuola, oltre la recinzione. Credendo che voglia suicidarsi, corre in suo soccorso. La ragazza spicca un agile balzo, materializza una spada dal nulla e lo trafigge al cuore.
Fine della storia? No, perché Akihito è un mezzo-demone ed è immortale.

kyoukai-no-kanata-01La ragazza, Mirai, è invece l’ultima discendente di un clan maledetto di cacciatori di spiriti, perché le armi di cui si servono per cacciare sono fatte del loro stesso sangue.
Dal momento del loro primo incontro, tra Akihito e Mirai si stabilisce una stranissima routine, per la quale la ragazza tenta più volte, invano, di ucciderlo.

Commento
Kyoukai no Kanata ha un esordio leggero, che ricorda molto la commedia scolastica. I toni leggeri vengono però subito abbandonati, fin dalla prima metà della serie, da toni molto più drammatici.
Fin dai primi sei episodi vengono infatti svelati la vera natura di Akihito e la vera missione di Mirai.
E s’instaura il meccanismo narrativo di shakespeariana memoria degli “amanti segnati dalle stelle”.
Non ci vuole molto, infatti, perché Mirai si affezioni al suo senpai e finisca per innamorarsi.

kyoukai no kanata castAkihito, nonostante la sua condizione di mezzo-demone, nonostante in lui alberghi un Dreamshade molto potente, è un ragazzo solare, gentile, altruista. Ignaro del motivo per cui Mirai giunge in città, l’aiuta ad ambientarsi, l’accoglie nella propria cerchia di amici, combatte con lei i Dreamshade dai quali la ragazza è terrorizzata. Ovviamente, nel suo caso, è amore a prima vista. 😉
La serie prosegue svelando a poco a poco il passato dei due protagonisti, pur senza rallentare nella sua folle corsa verso gli avvenimenti drammatici degli episodi finali.
Passando agli aspetti più tecnici, è un anime molto curato sotto ogni aspetto: storia, personaggi, character design, animazione, atmosfere e ha una bellissima colonna sonora.
Unica pecca è la sua (eccessiva) brevità. È una serie conchiusa in se stessa, con un vero e proprio finale, ma, dal sesto episodio in poi, non ci sarebbe stato male qualche episodio-cuscinetto per prendere respiro e magari approfondire il passato dei personaggi, che invece viene solo accennato. Alla fine solo il personaggio di Mirai gode di una vera e propria retrospettiva; persino il passato di Akihito è una collezione di spezzoni, di frammenti che lo spettatore deve faticosamente ricostruire per ottenere un quadro incompleto.
Io spero che faranno una seconda serie dal respiro più ampio.

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