Storia di un blog {Di cosa parla il blog}

{nota: questo che state leggendo è un blog che è nato dall’unione del mio vecchio Blogger e un blog WordPress.com che ho sfruttato poco, fino ad ora; quello che leggerete in questa pagina si riferisce al mio vecchio blog; alcune informazioni sono obsolete ma in larga parte è ancora valido}

Il titolo, in realtà, dovrebbe essere “storia di questo blog”, ma “storia di un blog” stilisticamente suona meglio ed è più incisivo. Allora, per quale motivo scrivere la storia di questo blog?
In primo luogo, perché a me, come autrice, va di farlo.
Poi, perché questo blog, aperto nel 2008, ha una storia abbastanza tormentata.
Inoltre, dal momento che in apertura di questo 2012 ho deciso di apportarvi importanti cambiamenti sia sul fronte della grafica, che su quello dei contenuti, ho sentito la necessità di ‘tirare le somme’.
Ma andiamo con ordine. Questo blog è stato aperto nel 2008, il titolo (e l’url) che avevo scelto al tempo, era Diario di una Scrittrice. Abbastanza ingenuo e poco originale da parte mia, no?
Infatti il blog con quel titolo non ha mai avuto molto successo, visto che digitando ‘diario di una scrittrice’ nel modulo di ricerca di Google ovviamente i primi 50 risultati che saltano fuori sono tutti legati a Virginia Woolf.
Era anche stato aperto per una ragione sbagliata. A quell’epoca, infatti, me ne servivo come vetrina per rimandare i lettori al mio sito web, pubblicato sulla community di Libero, dove man mano che finivo di scrivere un capitolo del romanzo su cui lavoravo in quel momento, postavo il capitolo per essere letto. L’iniziativa non ha mai funzionato: il blog ha sempre avuto pochissime visite e sul mio sito non ci andava praticamente nessuno.
Ora, il sito web è ancora online, ma mi trovo nella necessità di doverlo chiudere, perché adesso quel romanzo l’ho iscritto a un concorso e quindi ho dovuto rimuoverlo dal sito.  {il sito non è più online da un sacco di tempo oh e il concorso non è andato a buon fine 😅}
Purtroppo, devo ammettere che il primo tentativo d’invio alle case editrici non ha avuto successo. Per quanto riguarda il concorso, devo ancora conoscerne gli esiti. Mi porterà alla pubblicazione? Chissà!
Così, a un certo punto mi sono ritrovata con un sito web azzoppato e un blog che non ha mai funzionato. A quel punto mi si sono presentate due scelte: cancellare sito e blog, oppure trasformare il blog in qualcosa di diverso, ed è quello che ho fatto.
Ho deciso in primo luogo di cambiare il titolo, di rifare la grafica e di cancellare tutti i contenuti che rimandavano al mio sito web e al romanzo che vi era pubblicato sopra; infine, di cambiarne radicalmente i contenuti, trasformandolo in una sorta di diario online delle mie esercitazioni nel campo della scrittura creativa. Dove pubblicare, in sostanza, racconti scritti apposta per il web, esercizi di scrittura creativa, riflessioni sulla scrittura. {a cui si aggiungono le recensioni di libri, fumetti, videogiochi, film e animazione}
Per un po’ di tempo sono andata avanti con la grafica in azzurro e il vecchio url (diariodiunascrittrice.blogspot.com), ma anche così il traffico continuava ad essere scarso.
A parte questo, non avevo ancora compreso l’importanza di interfacciare il blog con i social network e di inserire pulsanti di condivisione e altri strumenti del web 2.0.
Infine, collegandovi al quaderno di Sofia, noterete che il post più recente è stato aggiunto in data 9 ottobre 2011. Esattamente, il blog da allora ha subito una battuta d’arresto.
Non perché io sia stata colpita da una improvvisa e devastante crisi da blocco dello scrittore, ma perché in quel periodo è avvenuto un grande cambiamento nella mia vita reale.
Di solito, sono abbastanza refrattaria nel parlare della mia vita reale online, ma questo è pertinente ai contenuti del blog, quindi farò un’eccezione.
Il cambiamento di cui parlo ha a che fare con i miei studi universitari. Inizialmente mi sono iscritta e ho frequentato per un certo numero di anni, dando esami anche con un certo profitto, Lingue Straniere. Tuttavia al momento dell’iscrizione ho sottovalutato il fatto che, avendo fatto un liceo scientifico e non un linguistico, pur essendo molto brava in inglese, acquisire le conoscenze necessarie a superare gli esami di francese a livello universitario sarebbe stata un’impresa praticamente impossibile: una grammatica troppo complicata, troppe eccezioni da mandare a mente e un edificio mentale con fondamenta troppo deboli per costruirvi sopra conoscenze di livello avanzato in un numero ragionevole di anni.
Siccome non voglio restare in università per tutta la vita, siccome vorrei lavorare come insegnante dopo la laurea, mi sono detta: per me insegnare Lingue o Lettere non fa differenza. {ehm okay, ammettiamolo, con l’Università mi è andata male; devo ancora laurearmi…}
Quindi ho preso la decisione, sofferta, di chiedere il passaggio a Lettere moderne. Ora, chiedere un passaggio di questo tipo, anche se nel mio caso, essendo Lingue un corso di laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia, è stato in realtà un semplice passaggio di corso, vuol dire passare attraverso un iter burocratico non indifferente e abbastanza lungo e complesso.
Per cui gli ultimi mesi del 2011 mi hanno vista sbrigare le pratiche per il passaggio e non ho praticamente avuto tempo per fare altro.
La prima volta che sono riuscita a connettermi al blog per farci dei lavori sopra, è stato intorno alle vacanze di Natale.
A quel punto ho dapprima cambiato la grafica, che poi ho ottimizzato nella versione finale che potete vedere ora sul blog e poi anche l’url, in modo che titolo e url combaciassero.
Ho anche inserito i necessari widget web 2.0 per condividere i contenuti del blog con i vari servizi di social networking. Ora potete trovarci anche i miei tweet e il collegamento alla mia pagina Facebook.
Un’ultima postilla, prima di terminare questo post chilometrico: io non sono una blogger assidua, perché ho anche una vita reale da vivere ed essere studenti universitari vuol dire avere impegni di studio praticamente 365 giorni all’anno, vacanze e week-end compresi, quindi su Internet ci vado nei ritagli di tempo; non sono neppure una scrittrice particolarmente prolifica, perché scrivo nei ritagli di tempo. Quindi è probabile che questo blog non verrà aggiornato con regolarità e potrebbe passare anche diverso tempo tra un post e l’altro.
Di questo mi scuso con i lettori. Lo so che nei consigli per essere bravi blogger e promuovere come si deve un blog e tenerlo vivo c’è scritto di postare regolarmente, ma questo per me è impossibile.
Se vi piace ciò che scrivo, spero che terrete comunque d’occhio il blog, che vi iscriverete ai suoi feed o che lo seguirete tramite i social.
A me farà piacere anche solo se lo visiterete di tanto in tanto e vorrete essere così gentili da lasciare qualche commento, se ciò che avete letto vi è piaciuto e ne avete voglia.
Intanto, se siete arrivati in fondo a questo post, chilometrico sotto ogni punto di vista, vi ringrazio per aver portato pazienza fino a questo punto e spero che vorrete accordarmi la fiducia di continuare a seguire questo blog.

2 comments on “Storia di un blog {Di cosa parla il blog}”

  1. Ti piace insegnare, raccontare storie, e sei un’appasionata di anime. Fantastico! Te lo dico senza molti giri di parole: Ti andrebbe di fare un giro su Kyutoc? Dai un’occhiata al profilo, se sei interessata, non voglio certo fare spam! 😉
    Ciao, Fabio

    Mi piace

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