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Full Metal Alchemist (2003)

FMA anime del 2003, primo adattamento del manga. Sotto molti aspetti lo preferisco a Brotherhood.

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3 commenti

Ed eccoci al secondo post monografico su Full Metal Alchemist, una serie a cui sono molto affezionata e che mi ha influenzata moltissimo nella stesura di Cronache dei Due Mondi. In un certo senso si può dire che a darmi l’idea iniziale per Cronache sia stata la conclusione di questa stagione, con il bellissimo lungometraggio Il Conquistatore di Shambala. Se lo avete visto e avete letto Cronache, capirete il perché. 😉

Annotazione
Quando l’anime è andato in onda, il manga era ancora in corso. Questo ha portato a una certa originalità nell’approccio a storia e personaggi da parte di Bones/Aniplex, gli studios che hanno adattato il manga nella serie del 2003. Alcuni episodi seguono abbastanza fedelmente quanto comparso nel manga (più fedelmente di come non facciano invece i primi episodi di Brotherhood, il remake del 2009), altri sono originali e specifici dell’anime.
Personalmente ho apprezzato le scelte di Bones e l’anime del 2003 rimane tutt’ora il mio preferito.

ed al chibi with catCommento

“Il post dove io e Ed siamo nati e cresciuti è un piccolo villaggio chiamato Resembool. Noi due, ne abbiamo viste tante. Lascia che te ne parli.„

Sono le parole che Alphonse rivolge a Rose, una ragazza che i fratelli incontrano durante la loro permanenza nella città di Reole. Il breve arco narrativo di Reole inagura la serie e occupa le prime due puntate. Nella terza puntata si apre un lungo flashback in cui viene raccontato il background dei due fratelli, cosa ha portato Ed a perdere un braccio e una gamba e Al ad abitare un’armatura vuota. Nel corso del flashback c’è anche l’incontro con Shou Tucker e il tristissimo episodio della chimera. Fanno parte del flashback anche gli episodi dedicati al viaggio dei due fratelli verso Central City, dell’esame da Alchimista di Stato e del primo incarico di Ed come “cane dell’esercito” nella città di Youswell. Con un movimento circolare si torna quindi al presente, subito dopo la conclusione dell’ispezione di Ed e Al a Reole, alla ricerca di una Pietra filosofale che si rivela essere una fregatura. Il principio dello scambio equivalente e la ricerca della Pietra filosofale saranno i due fili conduttori attorno ai quali si svilupperà tutta la storia di Ed e Al nel corso dell’anime. Elementi presenti anche nel manga e in Brotherhood, ma sui quali è posta particolare enfasi nell’anime del 2003.

fma castLa storia segue abbastanza fedelmente lo svolgimento del manga fino agli eventi che hanno luogo nel sesto volume, con alcune variazioni, a volte sostanziali rispetto al manga. Dalla ventinovesima puntata fino alla conclusione l’anime si discosta completamente dal manga e gli sceneggiatori esprimono qui tutta la loro originalità nel raccontare la storia di Ed e Al, inserendo una dimensione narrativa completamente sconosciuta al manga, quella delle due dimensioni parallele, legate l’una all’altra dallo scambio reciproco di energia e del mondo dentro al Portale, che dà accesso alla dimensione alternativa e permette agli amestriani (la nazione in cui si svolge la storia è chiamata Amestris) di utilizzare l’Alchimia. Vengono anche introdotti alcuni personaggi che si incontrano solo nell’anime del 2003, come Dante, la maestra della maestra Izumi, l’Homunculus Wrath, incarnato non nel corpo del Furher ma in quello di un bambino che possiede il braccio e la gamba perduti di Ed; allo stesso modo Pride non è incarnato in Selim Bradley ma nello stesso Bradley; l’Homunculus Greed è un’entità a sè. Non compare il doppio di Hohenheim, il cui ruolo è invece assunto da Dante e c’è una sostanziale differenza nella nascita degli Homunculi. Qui non sono infatti entità incarnate dal doppio di Hohenheim, ma esseri nati da trasmutazioni umane fallite. Allo stesso modo non compaiono alcuni dei personaggi che saranno invece presenti nella parte conclusiva del manga e in Brotherhood.
L’anime conta 51 episodi, più il lungometraggio di Shambala che è una sorta di epilogo.

shamballa

Postilla
Come molti fan, sono tra quelli che avrebbero preferito un proseguo di Shambala, al remake del 2009. Per quanto difficoltoso nella sua realizzazione, avrebbe infatti dato una direzione del tutto nuova a FMA.

3 comments on “Full Metal Alchemist (2003)”

  1. Sono assolutamente d'accordo. Infatti è un difetto di cui parlerò nella recensione a FMA: Brotherhood. A me non piace come sono stati adattati i primi episodi di Brotherhood. Sono d'accordo che probabilmente una larga fetta di pubblico già li conosceva per averli letti nel manga e visti nella prima stagione, ma non è una ragione sufficiente per rovinarli come invece hanno fatto.

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  2. Avevo visto qualche episodio al tempo del pasaggio su MTV ma ricordo che non mi prese molto, visto che seguivo il manga e non mi ci sono ritrovata ^^
    In realtà, alla fine ho seguito per bene solo il manga, gli anime di FMA non li ho mai recuperati ^^

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