Post hit! Cos’è la share economy, La guida Scratch in italiano, Il progetto “Big city life”

Una serie di post davvero interessante.

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

big city

Cos’è la share economy?

Il cambiamento economico e sociale dei nostri tempi passa anche attraverso la share economy. Osservare i mutamenti in atto attraverso la lente delle pratiche e dei termini di un’economia fondata sulla condivisione che al suo interno mostra una vera e propria galassia di modelli da conoscere. Leggi il post!

La guida Scratch in italiano

Alessandro Rabbone, maestro torinese più volte citato nel nostro blog, ha tradotto in italiano la guida per iniziare ad utilizzare Scratch. Per chi ha voglia di muovere i primi passi con il software, la guida può rappresentare un valido supporto. Leggi il post!

Il progetto “Big city life”

A Roma nel quartiere di Tor Marancia è in atto un’operazione di riconversione creativa degli spazi, in particolare delle facciate delle case popolari, grazie all’intervento di 20 street artist. Il progetto “Big city life” è ideato da 999Contemporay e supportato da Fondazione Roma, assieme…

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Scrittore si nasce o si diventa?

Ripropongo questa bella riflessione sulla scrittura.

Marco Freccero - Autore Indipendente

scrittore si nasce o si diventa?

Un quesito lacera la coscienza di milioni e milioni di persone in Italia (sto esagerando?). Vale a dire: scrittore si nasce o si diventa? Ma soprattutto occorrerebbe chiedere e chiedersi: chi te lo fa fare?
Sei proprio sicuro/sicura di volere questo mestieraccio, e non scegliere qualcosa  capace di darti maggiori soddisfazioni, come per esempio aprire un bel B&B in Valcamonica?

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La seconda domanda

E qui c’è un post di risposta al precedente. Anche in questo caso, leggete anche i commenti.

strategie evolutive

writing if i can think it chantCi sono due domande, che è indispensabile porsi, quando si scrive.

Oggi, il mio vicino di cella Alex Girola si è posto la prima, sul suo blog.
Mi pare allora il caso di provare a pormi la seconda.

Ma andiamo con ordine.
La prima domanda è

perché scrivo?

… e a questa sentirete dare una infinità di risposte.
La maggior parte sono pompose fandonie, di solito pronunciate con un sospiro, assumendo un atteggiamento di generico tormento interiore: i demoni da esorcizzare1, lo scrivere per non impazzire, la necessità di comunicare,  l’impossibilità di fare altro per alleviare generiche sofferenze, la convinzione – spesso tragicamente disattesa dai fatti – di avere qualcosa da dire.

Badate, sono tutte risposte perfettamente lecite – che in moltissimi casi siano balle non importa.

Ciò che importa, vedete, è la risposta alla seconda domanda.

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Perché scrivo

Mi raccomando, leggete anche i commenti, che aggiungono valore al post.

Plutonia Publications

skull

Il discorso l’abbiamo affrontato molte volte, trasversalmente,
La questione non l’ho però mai presa di petto. Facciamolo oggi, cercando di limitare le parole, per non scivolare nell’inutile filosofeggiare. In fondo oggi inizia la primavera, e ho bisogno di automotivarmi un poco. Dunque…
… Perché scrivo?
Andiamo per esclusione, così ci divertiamo.
NON ho demoni da esorcizzare con la scrittura;
NON è solo una passione;
NON è solo per i soldi;
NON è per proselitismo, perché NON ho messaggi salvifici/politici da trasmettere.
NON è un atto di emulazione degli scrittori che amo.

E allora, cos’è?

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