Come costruisco un racconto

In questo post vi mostro il mio processo creativo e vi anticipo l’inaugurazione di una nuova rubrica dedicata ai racconti, dove voglio sperimentare vari generi di questa modalità di scrittura breve.
Gli strumenti indispensabili, oltre alla mia immaginazione, carta e penna, sono i Rory’s Story Cubes, anche conosciuti come Dadi Cantastorie, giochi da tavolo come Dixit e giochi di ruolo o di carte.

dixit-carte
Carte Dixit

Carta e penna sono indispensabili perché, nel mio processo creativo, ho bisogno di un ‘luogo’ distraction-free e che mi permetta di cancellare, scarabocchiare, riscrivere, senza che i segni della rielaborazione vengano cancellati, come invece succede su schermo. Molto importante anche la parte ‘distraction-free’ cioè privo di distrazioni — cioè bloccare tutto quello che potrebbe distrarmi e su un taccuino non c’è Internet e tutto il resto.

I Dadi Cantastorie e le carte li utilizzo come prompt.
Permettemi di scrivere una piccola nota sui dadi: oltre ai Rory’s Story Cubes ci sono anche dadi di altri marche, ad esempio i dadi Storyteller di Tiger (o FlyingTiger); io ho aggiunto alla mia collezione i dadi Imagides (sotto) che mi piacciono perché i disegni sono molto carini — questi dadi sono prodotti da Gigamic e li ho trovati su Amazon. Sempre su Amazon, facendo una ricerca con le parole chiave dadi cantastorie, ho trovato questi Story Time Dice che mi piacerebbe molto aggiungere alla mia collezione.

Ma passiamo al primo Step del mio processo creativo, il lancio di dadi o la selezione delle carte.

Dopo aver lanciato i dadi o selezionato le carte, il secondo Step è disegnare una mappa concettuale o uno schema con le associazioni di idee suggerite dalle immagini sui dadi o sulle carte.

Il terzo Step, consiste nell’elaborare ulteriormente le idee visualizzate nello scherma. Questo passaggio lo faccio utilizzando il metodo della Bullet List.

  • Gatto → Familio (eng. Familiar) → Socrate
  • Strega → Apprendista → Anita
  • Libro → Oggetto Magico? Tesoro? → Grimorio
  • Castello → Scuola di Magia nella Foresta
  • Foresta → Barriera
  • Labirinto → il luogo delle prove da superare (nella foresta? dentro il castello?)
  • Drago → Guardiano del Tesoro
  • Canzone → metodo per neutralizzare il guardiano? → Ninna Nanna (?)

Ci sono ancora alcuni punti di domanda: significa che non ho ancora deciso in che modo utilizzerò le informazioni estrapolate dal lancio di dadi e dalla mappa concettuale. Ma potete già intravedere di che tipo di racconto si tratterà. {ogni riferimento a Harry Potter non è intenzionale ed è puramente casuale; del resto, con una strega, un castello e un drago c’è poco da fare *sospira*}
Ho già alcuni elementi per la trama:

  • Protagonista (anche Eroe/ina) → Anita
  • Aiutante Magico (o Consigliere) → Socrate (il gatto, non il filosofo greco)
  • Ambientazione → il castello, la foresta, il labirinto
  • Antagonista → il Drago
  • Tesoro da recuperare → il Grimorio

I preparativi per la scrittura vera e propria del racconto sono quasi terminati. In questa fase mi piace inquadrare i personaggi, scrivendo qualche appunto, sempre in forma di lista puntinata. Prendiamo Anita:

  • è imbranata e pasticciona
  • ha sempre la testa tra le nuvole
  • le piace leggere
  • viene da una famiglia di maghi antica e influente
  • è la più piccola di 5 fratelli
  • è timida, introversa e gentile

Se mi vengono altre idee durante il processo di pre-scrittura, le annoto. Ad esempio mi è venuto in mente che il titolo del racconto potrebbe essere Il Gatto, l’Apprendista e il Grimorio. E mi piace quindi lo userò.

Ieri, in un momento di pausa dallo studio, riflettevo su come scrivere il racconto e mi è sovvenuto che il tema potrebbe essere questo:

La prova, mia cara, non consiste nell’acquisire potere, ma nello scoprire che il potere lo hai dentro di te. Quello è solo un vecchio Grimorio, un contenitore, nulla più, come ce ne sono tanti nella biblioteca della scuola. Oltretutto, non esiste un Grimorio in grado di conferire potere a chi non lo ha già.

Socrate ad Anita

Riuscite già a vedere l’espressione interdetta di Anita, vero? Dopo tutte quelle prove — il Drago. Tirerà il libro in testa a Socrate? Scoppierà a piangere?

Il prossimo Step consiste nel mettere insieme tutte queste informazioni in un testo narrativo di senso compiuto — cioè il racconto di Anita, Socrate e il Grimorio. Io, prima di scrivere, preferisco avere una scaletta da seguire. Nel racconto, che per sua natura deve essere breve e conciso, mi serve per non perdermi in inutili sbrodolamenti. Nel romanzo, più che di scaletta si parlerà di outline, ma questo, magari, ve lo racconto un’altra volta.

A me, la fase di pre-scrittura, il momento in cui vengo in contatto, per la prima volta, con gli elementi di una storia, piace tantissimo — per me è un po’ come giocare con i Lego, o sparpagliare sul tavolo i pezzi di un puzzle e poi ricomporre, nella fase di scrittura, l’immagine. Per me è fondamentale.

Ma c’è anche chi preferisce buttare subito giù l’idea in forma di racconto.
Io non vedo i due metodi in termini di giusto o sbagliato, per me sono entrambi modi di approcciarsi alla scrittura.
Questo è il mio metodo. Qual è il vostro?
Sono curiosa quindi, se volete, condividete le vostre idee in un commento a questo post.

A presto!

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